14/05/2013 – Primo si a Decreto su debiti della pubblica amministrazione

“L’approvazione all’unanimità alla Camera del

decreto legge che sblocca 40 miliardi di pagamenti arretrati della Pubblica amministrazione verso le imprese è un fatto di grande rilevanza”, ha dichiarato Antonio Misiani, deputato e Tesoriere del Partito democratico.

“È la più grande ed efficace manovra di stimolo economico da molti anni a questa parte – ha aggiunto – ma soprattutto è la riparazione di una grande vergogna italiana, quella di migliaia di imprese strangolate dall’impossibilità di riscuotere i crediti verso il settore pubblico. Personalmente, è il coronamento di una lunga (e misconosciuta) battaglia iniziata nel 2010 insieme a Marco Beltrandi, Stefano Imbruglia. Imprese che resistono e i tanti parlamentari che firmarono la nostra proposta di legge contro i ritardi nei pagamenti. A questo primo, importante passo verso la ripresa ora ne devono seguire altri tra cui rivestono particolare urgenza il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, la proroga e l’allargamento della moratoria dei mutui delle imprese, un piano per l’occupazione giovanile”. Qui

14/05/2011 – Governo, Zoggia: “Da M5S lacrime di coccodrillo, faccia autocritica”

Ai rappresentanti del M5S come Di Battista, che adesso versano lacrime di coccodrillo perché per formare il governo il Pd è stato costretto a un accordo con il Pdl, bisogna ricordare ogni giorno i no, le chiusure e le offese con le quali hanno risposto alle proposte che per tutto il periodo delle consultazioni sono state avanzate da Pier Luigi Bersani nel suo tentativo di varare un governo di cambiamento senza il Pdl.

Grillo e i suoi seguaci non tentino di scaricare oggi sugli altri la loro responsabilità di non avere avuto il coraggio, la forza e la capacità per aprire una nuova fase nel Paese.
Prima di parlare del Pd, abbiano l’onesta di fare autocritica e di denunciare la propria miopia.

Lo dichiara Davide Zoggia, deputato del Pd.

25/04/2013 – Sassi, svastiche, vandali: un 25 Aprile tra le provocazioni

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A Ponte san Pietro la via Garibaldi è stata sporcata da una sfilza di svastiche sui muri e da scritte insultanti nei confronti dei partigiani.

A Treviglio vandali contestatori hanno preso a sassate il monumento per la Resistenza e distribuito volantini con discorsi di Hitler.

A Romano altro gesto contro la Liberazione: manifesti al monumento dei caduti su cui campeggiano fucili e scritte che invitano all’uso delle armi.

Le foto

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02/04/2013 – Unica via di uscita

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“Guardate meglio la nostra proposta che tiene assieme l’esigenza di dar voti a un governo che cambia e l’avvio esigibile e certo di un percorso riforma di costituzionale”.  Continua…

17/03/2013 – BOLDRINI E GRASSO: L’ITALIA CHE CAMBIA

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leggi primo discorso di Laura Boldrini

leggi primo discorso di Pietro Grasso

12/03/2013 – Cambiare si può!

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“L’elettorato chiede un grande cambiamento. È una richieste che non viene solo dal M5S, ma anche da chi ha votato Pd”.
Così ha esordito il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, alla prima riunione degli eletti del Pd che si è tenuta al teatro Capranica. Sono 408 i neo-parlamentari del Partito democratico, di cui 260 alla prima esperienza. Le donne, come preannunciato in campagna elettorale, sono il 40%.

“In questo momento responsabilità è cambiamento – ha proseguito Bersani -. Non si possono mettere precari coperchi a una pentola a pressione in mezzo a una crisi che galoppa” perché “il cambiamento non è un belletto”, ha sottolineato, parlando di temi come “moralità pubblica, funzionamento e credibilità’ delle istituzioni”.

“Questa terapia non è un programma di legislatura – ha rimarcato, riferendosi alla proposta di governo in 8 punti – ma si tratta di punti su cui innescare idee per aprire la legislatura su temi concreti e non su chiacchiere. Non si poteva farlo prima, ora si può”.

Per il segretario del Pd, però, “il cambiamento va qualificato, e lo può prospettare solo un grande partito riformista come il nostro. Grillo vuol tenersi le mani libere non per l’Italia, ma per qualcosa che si chiama potere. Noi, invece, facciamo l’inverso. Quel tanto di potere che abbiamo, lo mettiamo al servizio di questo Paese e cerchiamo una strada”.

Per Bersani, contro la proposta di un governo di cambiamento “arriveranno degli sbarramenti, a cominciare da chi pensa di tenersi libere le mani” ha detto Bersani riferendosi a Beppe Grillo, che ha poi definito “un novello principe in formazione” che “non e’ mai sazio”.

Il segretario del Pd ha però criticato chi dice “con loro nemmeno un caffè” poiché, è la riflessione, “sbaglieremmo se catalogassimo questo movimento solo nelle paratie del 5 stelle, perché coinvolge tantissimi dei nostri elettori”.

“Non abbiamo ancora capito – si è chiesto Bersani – se il Movimento 5 Stelle si è volto verso le istituzioni per farne una cassa di risonanza di altri luoghi o per per trasformare le stesse istituzioni. Ma tutti quanti devono riflettere: chi lavorasse per azzoppare l’unica forza in condizione di mettere un po’ di bussola in questo passaggio non so che bene fa al Paese”.

Il segretario ha concluso il suo intervento chiarendo che “quando si discute degli incarichi istituzionali non si fa scambio di poltrone, visto che si tratta di un compito costituzionale”.
“Questo non c’entra con il governo – ha precisato -, attorno a questi incarichi lavoriamo per una corresponsabilità”.

“Alla fine di questa riunione – ha annunciato il segretario democratico -, il Pd nominerà due piccole delegazioni, una alla Camera ed una al Senato, per avviare dei ‘colloqui’ con gli altri gruppi in vista delle elezioni dei presidenti di Camera e Senato, venerdì prossimo”.

“L’elettorato chiede un grande cambiamento. È una richieste che non viene solo dal M5S, ma anche da chi ha votato Pd”.
Così ha esordito il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, alla prima riunione degli eletti del Pd che si è tenuta al teatro Capranica. Sono 408 i neo-parlamentari del Partito democratico, di cui 260 alla prima esperienza. Le donne, come preannunciato in campagna elettorale, sono il 40%.

“In questo momento responsabilità è cambiamento – ha proseguito Bersani -. Non si possono mettere precari coperchi a una pentola a pressione in mezzo a una crisi che galoppa” perché “il cambiamento non è un belletto”, ha sottolineato, parlando di temi come “moralità pubblica, funzionamento e credibilità’ delle istituzioni”.

“Questa terapia non è un programma di legislatura – ha rimarcato, riferendosi alla proposta di governo in 8 punti – ma si tratta di punti su cui innescare idee per aprire la legislatura su temi concreti e non su chiacchiere. Non si poteva farlo prima, ora si può”.

Per il segretario del Pd, però, “il cambiamento va qualificato, e lo può prospettare solo un grande partito riformista come il nostro. Grillo vuol tenersi le mani libere non per l’Italia, ma per qualcosa che si chiama potere. Noi, invece, facciamo l’inverso. Quel tanto di potere che abbiamo, lo mettiamo al servizio di questo Paese e cerchiamo una strada”.

Per Bersani, contro la proposta di un governo di cambiamento “arriveranno degli sbarramenti, a cominciare da chi pensa di tenersi libere le mani” ha detto Bersani riferendosi a Beppe Grillo, che ha poi definito “un novello principe in formazione” che “non e’ mai sazio”.

Il segretario del Pd ha però criticato chi dice “con loro nemmeno un caffè” poiché, è la riflessione, “sbaglieremmo se catalogassimo questo movimento solo nelle paratie del 5 stelle, perché coinvolge tantissimi dei nostri elettori”.

“Non abbiamo ancora capito – si è chiesto Bersani – se il Movimento 5 Stelle si è volto verso le istituzioni per farne una cassa di risonanza di altri luoghi o per per trasformare le stesse istituzioni. Ma tutti quanti devono riflettere: chi lavorasse per azzoppare l’unica forza in condizione di mettere un po’ di bussola in questo passaggio non so che bene fa al Paese”.

Il segretario ha concluso il suo intervento chiarendo che “quando si discute degli incarichi istituzionali non si fa scambio di poltrone, visto che si tratta di un compito costituzionale”.
“Questo non c’entra con il governo – ha precisato -, attorno a questi incarichi lavoriamo per una corresponsabilità”.

“Alla fine di questa riunione – ha annunciato il segretario democratico -, il Pd nominerà due piccole delegazioni, una alla Camera ed una al Senato, per avviare dei ‘colloqui’ con gli altri gruppi in vista delle elezioni dei presidenti di Camera e Senato, venerdì prossimo”.

01/03/2013 – Bersani: il mio piano per il paese

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INTERVISTA A PIER LUIGI BERSANI DI MASSIMO GIANNINI  – LA REPUBBLICA

intervista di Bersani  a Repubblica- clicca qui -