- Scuola e Comune: quale il loro rapporto, necessità e bisogni reciproci. Collaborazioni e prospettive.
- Politiche Giovanili: spazi e luoghi per una cittadinanza attiva da parte delle giovani generazioni. Quale legame con il territorio dopo i 16 anni di età?
- Territorio comunale e suo sviluppo: quale paese abbiamo in mente? Viabilità, piste ciclabili, passaggi pedonali, luoghi di aggregazione, piccola distribuzione e filiera diretta produttori/consumatori, spazio feste.
- Ambiente e sviluppo: verde pubblico, sviluppo comunale sostenibile, consumi di energia ed acqua, illuminazione pubblica, raccolta differenziata, sensibilità ambientale.
Archivio per Giugno, 2008
24/05/2008 – Comune di Carvico: Territorio, Ambiente e Sviluppo
19/06/2008 – siamo ancora capaci di indignarci?
Il buon Arry, nostro amico, ci segnala uno scritto di Charles-Alexis-Henri-Maurice Clérel de Tocqueville (politico e storico francese dell’800) che, a nostro avviso, potrebbe spiegare quello che per noi è (e tutto sommato rimane) un mistero: cioè la perdita della capacità di critica ma soprattutto la perdita della capacità di indignarsi di fronte alla tracotanza di certa politica. Lascio, però, a voi l’onere di leggere e poi di commentare questo breve passo di Tocqueville.
“…. Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civilità e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri… Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto.
Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere.
Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo”.
17/06/2008 – il lavoro che ha in mente il nuovo Ministro
scritto da Igor
Continuiamo a monitorare l’attività dell’attuale governo: concentriamoci oggi sul tema del lavoro ed in particolare su quanto dichiarato dal nuovo Ministro del Lavoro a Margherita ligure al convegno dei giovani industriali e sulle novità introdotte in materia di detassazione degli straordinari (D.L, 27 maggio 2008 , n. 93).
Partiamo da questo ultimo provvedimento: gli straordinari sono stati, in via sperimentale, tassati con una aliquota unica pari al 10%. Senza entrare troppo nel merito della materia ci sembra che siano 2 i limiti evidenti di questa previsione legislativa:
1) la misura non è universale: cioè non si tratta di una riduzione generalizzata dell’IRPEF sui redditi di lavoro a favore di tutti i lavoratori (dipendenti e collaboratori).
2) la misura propagandata come atta a favorire un aumento della produttività è, invece, palesemente legata ad aumentare la produzione (a scapito della sicurezza e dei tempi di vita). In altre parole più lavori più guadagni. Probabilmente il Governo ha in mente un modello e un sistema produttivo basato più sulla riduzione dei costi che un sistema produttivo altamente competitivo basato su qualità e innovazione. Per maggiori informazioni vedi anche questo post sul sito di Uniti per Sotto il Monte.
Passiamo ora alle dichiarazioni del Ministro:
“Serve una poderosa operazione di deregulation”che “sarà qualcosa di più di una semplificazione dei procedimenti, che spesso si risolve in un nulla di fatto”; a tal proposito, ha precisato Sacconi, saranno cancellati il libro paga e il libro matricola. La prima domanda che mi faccio, e che vi faccio, è: quanto la tenuta di detti documenti è può essere considerata un inutile “impaccio” per i datori di lavoro e quanto invece rappresenta un primo utile strumento per vedere chi è in regola e chi no?
“Vogliamo deregolare tutto ciò che attiene alla flessibilità dell’orario di lavoro, come il contratto di part-time che è stato irrigidito”; credo di poter tradurre, se vogliamo un po’ polemicamente, così: Vogliamo, per chi lavora a tempo pieno, rivedere l’obbligo di riposo settimanale, i limiti all’orario di lavoro giornaliero o settimanale, i limiti al ricorso lavoro straordinario; per i part-time, poi, vogliamo rendere più flessibile (per i datori di lavoro ovviamente) l’utilizzo questa tipologia contrattuale. Leggi il seguito di questo post »
Intercettazioni: un po’ di chiarezza
PRONTO? CON QUANTI PARLO?
scritto da Angela Reggiani
Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con Internet, può andare su Wikipedia e informarsi sulle procedure attualmente in vigore in Italia relativamente alle intercettazioni. Probabilmente il neo ministro Alfano non l’ha fatto, o forse spera che gli italiani in maggioranza non lo facciano. Ebbene, io l’ho fatto, e ora vi dico che cosa e ne ho tratto.
Il ministro Alfano, tra le altre cose, sostiene – fonte “La Repubblica del 10 Giugno 2008 - che “sono tre milioni gli italiani che sono stati oggetto di intercettazioni, il che ha comportato per molti di loro la violazione della privacy, e per la giustizia, gia’ alle prese con altri enormi problemi (mancanza di giudici e di personale, di mezzi tecnici ed altro) costi insostenibili.”
Ma, da Wikipedia, vengo a sapere che per quei tre milioni di italiani (non conosco la fonte del Ministro per questo numero, ma mi fido) era evidentemente ” necessario” in quanto “sussistevano gli ulteriori presupposti oggettivi dei gravi indizi di reato e della assoluta indispensabilità dell’intercettazione ai fini della prosecuzione delle indagini.”
Vengo inoltre a sapere che ” Di regola l’intercettazione è autorizzata dal giudice per indagini preliminari con decreto motivato, su richiesta del pubblico ministero. Nei casi di urgenza, quando vi è fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare grave pregiudizio ai fini della prosecuzione delle indagini, è lo stesso pubblico ministero a disporre l’intercettazione con decreto motivato, salvo la necessità della convalida dell’atto entro 48 ore dal giudice per le indagini preliminari (la convalida è necessaria perché così statuisce la Costituzione prevedendo una riserva di giurisdizione). In caso di mancata convalida l’intercettazione non può essere proseguita ed i risultati acquisiti non possono essere utilizzati”.
Quindi, se intercettazione c’è stata per questi tre milioni di italiani, evidentemente c’era un “decreto motivato”. Ma, mi domando ora, quali sono attualmente i reati per cui è possibile motivare una intercettazione da parte di un Giudice per le indagini preliminari?. Sempre chiedendo aiuto a Wikipedia, trovo che l’argomento è disciplinato dall’art. 266 e seguenti del codice di procedura penale, che riporto in stralcio:
« 1. L’intercettazione di conversazioni o comunicazioni telefoniche e di altre forme di telecomunicazione è consentita (226 coord.) nei procedimenti relativi ai seguenti reati:
a) delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell’ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell’art. 4;
b) delitti contro la pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell’art. 4;
c) delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope;
d) delitti concernenti le armi e le sostanze esplosive;
e) delitti di contrabbando;
f) reati di ingiuria (594 c.p.), minaccia (612 c.p.), molestia o disturbo alle persone (660 c.p.) col mezzo del telefono.
f-bis) delitti previsti dall’articolo 600-ter, terzo comma, del codice penale.
2. Negli stessi casi è consentita l’intercettazione di comunicazioni tra presenti. Tuttavia, qualora queste avvengano nei luoghi indicati dall’art. 614 c.p., l’intercettazione è consentita solo se vi è fondato motivo di ritenere che ivi si stia svolgendo l’attività criminosa. »
Ma a questo punto entra in gioco anche la Costituzione Italiana, con la quale noi italiani abbiamo così poca dimestichezza.
La “libertà di comunicazione del pensiero” e la “libertà domiciliare” sono le cosiddette “libertà costituzionali, dettate dagli Artt. 14 e 15 della Costituzione stessa. Leggi il seguito di questo post »
11/06/2008 Intervista a M. Panseri – Sotto il Monte Solare
Lo scorso 7 giugno si è tenuta a Milano la manifestazione nazionale “IN MARCIA PER IL CLIMA” cui hanno aderito molte associazioni che si occupano di energie rinnovabili e sviluppo sostenibile. Cogliamo l’occasione per intervistare Matteo Panseri della Associazione Sotto il Monte Solare che, nel nostro territorio, promuove l’utilizzo di energia “pulita”.
Chi siete?
Siamo un gruppo di cittadini che, più di un anno fa, ha deciso di riunirsi per parlare di energia e ambiente. Nell’autunno del 2007 abbiamo deciso di riunirci in una associazione dal nome “Sotto il Monte Solare”.
Cosa fate?
La nostra attività si è concentrata sulla divulgazione:
- raccogliere informazioni che riguardano le fonti di energia e il risparmio energetico;
- trasmettere queste informazioni ai cittadini dei nostri paesi e alle amministrazioni;
- convincere la gente che investire sul risparmio energetico e sulle fonti di energia rinnovabili è vantaggioso sotto tutti i punti di vista.
Abbiamo anche cercato contatti con aziende e studi per l’installazione di impianti solari (termici e fotovoltaici), serramenti e isolanti; quindi abbiamo cercato di stipulare convenzioni con alcune aziende per passare “dalle parole ai fatti”. Attualmente, grazie ad una prima convenzione, alcuni soci stanno installando a casa loro impianti fotovoltaici: siamo solo all’inizio di questa fase.
Perchè investire su fonti alternative/rinnovabili?
Carbone, gas, petrolio e uranio possono durare ancora per qualche decennio/secolo. Inoltre la produzione tradizionale di energia per combustione “brucia” ossigeno e produce CO2 e polveri (nocivi per ambiente e salute dell’uomo).
Utilizzando invece energie rinnovabili (solare, eolico, geotermico, idroelettrico) non produciamo ne Leggi il seguito di questo post »