17/06/2008 – il lavoro che ha in mente il nuovo Ministro

scritto da Igor

 

Continuiamo a monitorare l’attività dell’attuale governo: concentriamoci oggi sul tema del lavoro ed in particolare su quanto dichiarato dal nuovo Ministro del Lavoro a Margherita ligure al convegno dei giovani industriali e sulle novità introdotte in materia di detassazione degli straordinari (D.L, 27 maggio 2008 , n. 93).

Partiamo da questo ultimo provvedimento: gli straordinari sono stati, in via sperimentale, tassati con una aliquota unica pari al 10%. Senza entrare troppo nel merito della materia ci sembra che siano 2 i limiti evidenti di questa previsione legislativa:

1) la misura non è universale: cioè non si tratta di una riduzione generalizzata dell’IRPEF sui redditi di lavoro a favore di tutti i lavoratori (dipendenti e collaboratori).

2) la misura propagandata come atta a favorire un aumento della produttività è, invece, palesemente legata ad aumentare la produzione (a scapito della sicurezza e dei tempi di vita). In altre parole più lavori più guadagni. Probabilmente il Governo ha in mente un modello e un sistema produttivo basato più sulla riduzione dei costi che un sistema produttivo altamente competitivo basato su qualità e innovazione. Per maggiori informazioni vedi anche questo post sul sito di Uniti per Sotto il Monte.

Passiamo ora alle dichiarazioni del Ministro:

“Serve una poderosa operazione di deregulation”che “sarà qualcosa di più di una semplificazione dei procedimenti, che spesso si risolve in un nulla di fatto”; a tal proposito, ha precisato Sacconi, saranno cancellati il libro paga e il libro matricola. La prima domanda che mi faccio, e che vi faccio, è: quanto la tenuta di detti documenti è può essere considerata un inutile “impaccio” per i datori di lavoro e quanto invece rappresenta un primo utile strumento per vedere chi è in regola e chi no?

“Vogliamo deregolare tutto ciò che attiene alla flessibilità dell’orario di lavoro, come il contratto di part-time che è stato irrigidito”; credo di poter tradurre, se vogliamo un po’ polemicamente, così: Vogliamo, per chi lavora a tempo pieno, rivedere l’obbligo di riposo settimanale, i limiti all’orario di lavoro giornaliero o settimanale, i limiti al ricorso lavoro straordinario; per i part-time, poi, vogliamo rendere più flessibile (per i datori di lavoro ovviamente) l’utilizzo questa tipologia contrattuale. Su quest’ultima cosa mi soffermo (sulle altre lascio a voi il giudizio): il part-time è soprattutto diffuso tra le donne le quali, purtroppo, si sobbarcano anche il maggior onere delle cure familiari … se si consente al datore di lavoro la possibilità di spostare, ad esempio, la collocazione temporale della prestazione quando più gli aggrada nell’arco del mese o della settimana o di chiedere ore di lavoro supplementare, come potranno queste donne conciliare vita lavorativa e vita familiare? Se questo verrà spacciato come strumento per aumentare la diffusione del part-time e l’occupazione femminile mi sembra siamo davvero fuori strada! Ma la famiglia non è un tema caro a questa maggioranza? Forse ho capito: le donne se ne devono stare a casa a far la calza!!!!

Mi chiedo, invece, cosa significhi “liberare il lavoro” rimuovendo i vincoli che “complicano e inibiscono i rapporti di lavoro”? Forse il Ministro sta pensando al fatto che per poter licenziare è ancora necessario avere una giusta causa o un giustificato motivo? Se si deciderà di cancellare le norme che tutelano da immotivati licenziamenti mi auguro che in tanti abbiano voglia di far sentire la propria voce.

Il ministro ha inoltre ribadito l’intenzione di procedere alla “piena reintroduzione dei contratti a termine”: cosa significa??? Già ora si può assumere a termine … ovviamente a fronte di ragioni particolari legate ad esigenze, appunto, temporanee dell’impresa. Che abbia in mente proprio di “togliere di mezzo” la necessità di una causale temporanea per assumere a tempo determinato? La filosofia è: ti assumo a termine perché è così: o ti sta bene o quella è la porta (anche qui con buona pace della tutela della famiglia e della rata del mutuo o dell’affitto o del nido). Oltre che aberrante è contrario a quanto previsto dalle Direttive Europee.

“Abrogheremo la disciplina che ha imposto che, perfino le dimissioni volontarie, diventino un atto complicato”: sarà pur vero che la procedura è un po’ più complicata … ma quante donne hanno firmato lettere di “dimissioni in bianco” prima di iniziare a lavorare che puntualmente venivano utilizzate in caso di matrimonio o maternità?

Sul Testo unico sulla sicurezza Sacconi ha detto che “non può essere sostenuto da odiosi incrementi degli adempimenti formali e da sanzioni spropositate”. Il Governo modificherà, pertanto, il provvedimento, alleggerendo il sistema sanzionatorio. Non credo di aver voglia di commentare questa affermazione: davvero non ce la faccio!

 

4 Commenti »

  1. igor detto

    Tanto per tenerci aggiornati sull’argomento: è stato pubblicato, in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008 recante “disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”.

    Sono tante le novità in materia di lavoro e tra queste vi segnalo:

    - abolizione della procedura relativa alle dimissioni volontarie: le imprese non virtuose potranno continuare a far firmare le dimissioni in bianco alle donne …

    - reintroduzione del lavoro lavoro a chiamata (intermittente): ovvero ti assumo ma ti faccio lavorare solo se e quando voglio.

    - abolizione del libro matricola e del libro paga e istituzione del libro unico del lavoro: aspettiamo di vedere come verrà resa operativa la norma.

    - modifiche alla disciplina del lavoro a tempo determinato: si rende ancora più facile il ricorso a questo contratto anzichè al contratto a tempo indeterminato (provate a chiedere un mutuo…).

    - modifiche all’apparato sanzionatorio del T.U. sulla sicurezza: ovviamente alcune sanzioni vengono cancellate o ridotte. Se questo è il modo di affrontare il problemna delle morti sul lavoro siamo fuori strada.

    - modifiche alla disciplina in materia di orario di lavoro: il riposo settimanale (domenica), ad esempio, può diventare “bisettimanale” …

  2. Pino detto

    Chissà come mai la presidente di confindustria è d’accordo con Sacconi nel ridurre le sanzioni per le imprese che violano le norme in materia di sicurezza? Forse basta guardare i TG per saperlo …

  3. igor detto

    Io mi auguro che ogni donna o uomo che sia recuperi il senso critico e decida secondo coscienza e intelligenza di far sentire la propria voce se lo ritiene opportuno. Guarda l’ultimo post inserito …

  4. Adelaide detto

    ragazzi non vi sembra che sia giunta l’ora di scendere in piazza contro tutte queste “attività” illegali contro i diritti umani e civili? E’ bastato un mese di attività di questo governo pe far drizzare i capelli anche ai calvi

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