DECRETO ANTI CRISI – GRAVE ATTACCO AD UNO SVILUPPO SOSTENIBILE
Il concetto di efficienza energetica si conferma decisamente ostico per il governo. Dopo la battaglia per impedire l’obiettivo del miglioramento del 20% entro il 2020 imposto dalla apposita direttiva dell’Unione Europea e dopo aver cancellato l’obbligo di certificazione energetica nella compravendita degli immobili, Palazzo Chigi ha dato un’altra picconata alle misure per ridurre la bolletta energetica nazionale. Questa volta la misura è contenuta nel recente piano anticrisi approvato dall’esecutivo e va a colpire la possibilità di ottenere vantaggi fiscali in caso di interventi di riqualificazione energetica. Il tutto è scritto nell’Articolo 29 del Decreto Legge Anti Crisi pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale ed avente quindi valore legale. L’iter per avere accesso alle detrazioni Irpef e Ires diventa decisamente più complesso ed inoltre il decreto prevede una drastica diminuzione dei fondi destinati al sostegno degli investimenti. Siccome il decreto ha effetto retroattivo anche coloro che hanno già pianificato il recupero del 55% dell’investimento non avranno la certezza di ottenerlo.
Il decreto, oltre che essere nocivo per l’ambiente ed uno sviluppo sostenibile, è controproducente anche sotto il piano occupazionale e dello sviluppo economico. Numerose infatte sono state le aziende ad alto contenuto tecnologico nate grazie allo sviluppo esponenziale (ne avevamo parlato qui) del settore. Sviluppo permesso grazie agli investimenti del Decreto Bersani: la normativa introdotta un paio di anni fa dall’allora ministro dello Sviluppo economico prevedeva infatti l’opportunità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 55% delle spese sostenute, ad esempio, per installare un pannello solare o sostituire un impianto di climatizzazione o cambiare gli infissi alle finestre.
Da oggi tutte queste imprese, ed i loro dipendenti, assisteranno impotenti ad brusco ed imprevisto ridimensionamento del mercato.
Se questo non bastasse il secondo ed importante problema è che il decreto del governo ha effetto retroattivo! Questo significherà che famiglie (o imprese) che hanno programmato l’investimento pensando di approfittare della detrazione del 55% non saranno più certe di ottenerla.
Pierluigi Bersani: “Lo sconto fiscale del 55% sulle ristrutturazioni edilizie a fini ambientali era una tipica norma di sostegno all’economia e all’ambiente secondo priorità universalmente riconosciute dal Protocollo di Kyoto in poi. Anche questo viene vanificato, addirittura con effetti retroattivi. Per stare al concreto, chi ha realizzato l’intervento sulla sua casa nel 2008 potrà rimetterci fino a 15mila euro”
Ermete Realacci, ministro dell’Ambiente del governo ombra del Pd: «Lo sgravio fiscale del 55% è stato utilizzato da 230 mila famiglie e ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro. Assurda ed irrazionale la scelta del governo.»
Articolo di Repubblica a riguardo.
Articolo del Corriere della Sera a riguardo.
Articolo de Il Sole 24 Ore a riguardo.
Riguardo al decreto: risponde l’On. Giovanni Sanga
LE ULTIMO NOVITA’ SUL DECRETO –> ELIMINAZIONE DELLA RETROATTIVITA’






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