Il centenario dell’8 Marzo: 1908 – 2008

Otto marzo 1908:  la morte delle operaie nell’incendio della fabbrica tessile di New York durante uno sciopero.

Otto marzo 2008: a cento anni dal primo otto marzo la festa della donna si e’ affermata a livello internazionale  come data simbolica intorno alla quale milioni di donne nel mondo hanno saputo costruire un legame di appartenenza di genere per affermare i propri diritti.

da il Manifesto dei Valori del Partito Democratico
“La libertà delle donne sta cambiando il mondo. Le donne si collocano al centro del ripensamento profondo che è in atto e che riguarda i modi in cui si sviluppano le società umane. Esse impongono un cambiamento radicale nelle relazioni tra le persone. Tuttavia sono oggetto di reazioni feroci, di violenze sessuali, di violazioni del corpo. Contro tutto ciò noi abbiamo il dovere di combattere. Anche in Italia la presenza delle donne nel lavoro e nella vita civile ha rappresentato una parte rilevante della crescita economica e culturale e ha condizionato la nostra modernizzazione. È tempo quindi di superare gravi ritardi e di aprire le porte alle donne dando loro non solo gli stessi diritti ma anche le stesse opportunità in tutti i campi, compresa la politica. L’Italia non è giusta né forte se impedisce alla metà del Paese di esprimere al meglio i propri talenti. Le donne sono le prime interessate al rinnovamento della politica. Perciò il Partito Democratico sarà coerente rispetto alla grande novità con cui si è presentato al Paese: il 50 per cento di donne nelle sue assemblee costituenti nazionali e regionali”

da il Codice Etico del Partito Democratico
“Le donne e gli uomini del Partito Democratico assicurano l’uguaglianza di genere, nel segno del rispetto e della piena partecipazione politica delle donne. Adottano tempi, modalità e stile della loro attività politica che tengano conto delle responsabilità lavorative, professionali, familiari delle persone”

dal Programma del Partito Democratico:  Investire sul lavoro delle donne.
Il modello sociale italiano è oggi afflitto da tre gravi patologie: bassi tassi di occupazione femminile, bassa natalità e alti tassi di povertà minorile. Per questo  vogliamo trasformare l’enorme capitale umano femminile inattivo in un “asso” da giocare nella partita dello sviluppo, della competitività, del benessere sociale. Dobbiamo aiutare le donne a lavorare. Si può fare:

  • Asili nido: portare in 5 anni i posti per i bambini da 0 a 3 anni dal 6% attuale al 25%. Lasciare gli asili chiusi solo nella settimana di ferragosto.
  • Assistenti di maternità per la mamme in gravi difficoltà
  • Scuole elementari aperte anche il pomeriggio e disponibili per le attività estive
  • Credito d’imposta alle donne lavoratrici – dipendenti e autonome – per le spese di cura
  • Dote fiscale di 2.500 euro per i figli

Lettera dell’Onorevole Tina Anselmi alle Democratiche

Il cammino che dobbiamo percorrere richiede la capacità di guardare in avanti, là dove dobbiamo costruire il nostro futuro e per far ciò abbiamo bisogno di ciascuno e di tutti, esaltando le singole identità,  rispettandone i bisogni, i talenti, le memorie, gli ideali, le convinzioni religiose e politiche. Vivendo la libertà, non come un dono, ma come impegno costante per fare crescere la comunità e, nella comunità, il contributo del singolo. Vivendo il potere non come privilegio di pochi, ma come espressione di responsabilità e di etica. Vivendo la partecipazione, non come discriminante tra generazioni, ma come collante tra vecchi, adulti e giovani fidandoci di questi ultimi, perché il futuro appartiene loro.
Partecipare significa correre il rischio, infatti, di un destino comune, che questi anni di vita democratica, in Italia e in Europa, hanno dimostrato essere lievito non solo dei singoli Paesi, ma stimolo e arricchimento del valore e del senso della nostra vita personale.

Auguri, dunque, perché il futuro sia segnato da tanti di noi, da chi ha vissuto gli anni tragici della guerra, da chi ha contribuito a costruire la nostra Repubblica fondata sui valori della Resistenza, da chi si impegna nelle opere di pace, da chi sta aiutando l’umanità a mitigare, a superare, là dove è possibile, le tante, troppe ingiustizie, che feriscono la persona e la sua dignità.

In questo cammino comune il protagonismo delle donne, le nostre ricchezze, il nostro sapere, confrontandosi, alla pari, con il millenario protagonismo maschile, lo arricchiranno, lo stempereranno negli eccessi, lo obbligheranno a rinnovarsi e saranno determinanti.

La libertà e la democrazia, care amiche e cari amici, parole che vanno usate con parsimonia e con rispetto, non si possono né esportare, né imporre con la forza. Hanno bisogno della trasparenza delle Istituzioni, di risposte concrete e tempestive ai bisogni dei cittadini, del coraggio, della passione, della cultura, del rispetto delle regole e della legalità, della capacità di anteporre il bene dello Stato a quello personale delle donne e degli uomini che ci rappresentano in Parlamento, e che ci governano.
Buon lavoro,      

Tina Anselmi 

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3 risposte a “Il centenario dell’8 Marzo: 1908 – 2008

  1. per la cronaca non è neppure certo l’evento così come descritto.
    Del resto ai primi del novecento non facevano notizia le morti degli operai, figuriamoci se poi erano donne.
    La data dell’ otto marzo fu scelta nel dopo guerra, dalla conferenza di socialisti europei.
    Ho sempre pensato che questa,come altre operazioni meramente numeriche, siano un modo per dare il “contentino” a noi donne, che purtoppo siamo geneticamente troppo generose!
    un saluto a tutte carla

  2. per la verità non è certo neppure l’episodio,di incidenti simili ce ne furono diversi.
    Ma ai primi del novecento non faceva scalpore che alcuni operai morissero , figuriamoci se poi erano donne!
    La data è stata scelta dai movimenti socialisti nel dopo guerra per pulirsi la coscenza da millenni di disugulianze verso le donne.
    Comunque, ancora oggi in questo scorcio di campagna elettorale, vedo solo maschi o donne “vallette”, nonostante le tante belle parole
    accontentiamoci delle mimose!
    ciao carla

  3. lo sapevate che la data del 1908 è sbagliata? in realtà l’incendio c’è stato nel 1911. non so perchè poi sia stato retrodatato!
    ciao a tutti
    Lorenzo

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