16/07/2008 L’odissea dei pendolari

Vogliamo dare risalto a questa iniziativa spontanea dei pendolari dei nostri paesi che, tutti i giorni, utilizzano il treno per andare a lavorare o a studiare a Milano. Stanchi dell’odissea quotidiana cui sono sottoposti hanno costituito un comitato con un nome che sembra quasi una metafora della loro condizione: binario morto. La loro prima iniziativa è una lettera inviata a TRENITALIA, RFI, REGIONE FEDERCONSUMATORI e Coordinamento Pendolari che vi alleghiamo. Il Comitato ha anche un indirizzo mail binariomorto@polisoft.it :tutti quelli che vogliono iscriversi alla loro mailing list possono mandare due righe per aderire all’iniziativa e per essere informati sugli sviluppi della stessa.

 

Divisione Regionale Lombardia Passeggeri
TRENITALIA SPA
P.zza Sigmund FREUD (c/o Stazione Porta Garibaldi)
20154 Milano

Direttore Compartimentale Movimento Milano –
R.F.I. S.P.A.
P.zza Sigmund FREUD (c/o Stazione Porta Garibaldi)
20154 Milano

Dr. Raffaele Cattaneo
Assessore Infrastrutture Mobilità Regione Lombardia
Via Taramelli, 20
20124 Milano

Federconsumatori Lombardia/Milano
federconsumatori@infinito.it

Giorgio Daho’ coordinamento Comitati Pendolari
giorgio.daho@libero.it

Giornali/blog locali (loro indirizzi)

Bergamo, 15/07/2008
Oggetto: Bergamo – Milano via Carnate Usmate; Comitato pendolari “binario morto”.

Scriviamo la presente per rappresentarvi una situazione ormai intollerabile:
Viaggiamo in treno ogni giorno per lavoro, per studio, per necessità. Non abbiamo scelta, se vogliamo continuare a vivere dignitosamente. Viaggiamo perché il lavoro che abbiamo scelto (o che abbiamo trovato) è lontano da dove viviamo con i nostri affetti o con le nostre necessità. Grazie a noi servizi e attività utili a tutti vengono portati avanti ogni giorno, però, senza le ferrovie, anche noi ci fermiamo. Senza di noi il Paese arretra. Le ferrovie si fermano.
Siamo, infatti, parte di un sistema interdipendente.
Abbiamo scelto di usare le ferrovie perché non abbiamo altra scelta: da un lato la Gomma è oltremodo sviluppata e intasata, dall’altro il prezzo della Gomma cresce ben oltre la crescita dei nostri stipendi.
Poiché noi, voi e il sistema delle infrastrutture tutto è così strettamente legato, ci sentiamo in diritto di far notare che cosa non funziona. Non è una richiesta fine a se stessa, non arriveremmo a dedicare il nostro tempo a cercare un modo di migliorare le condizioni di viaggio di tutti, fosse un capriccio!
I treni sono spesso in ritardo, frequenti sono le soppressioni. Con una soppressione di un treno, e mille pendolari in attesa è come se una persona si assentasse dal lavoro per quattro mesi!
In caso di ritardo o soppressione l’annuncio “guasto al materiale rotabile” è piuttosto vago. Quanto a dire che il conte de La Palisse è morto per decesso.
Il materiale “rotabile” nuovo è inutile se questo non viene mantenuto: non cambio la mia autovettura in caso di guasto. Apprezziamo gli sforzi per le nuove carrozze condizionate, ma siamo meno felici quando il condizionatore è guasto per mancanza di manutenzione e i finestrini sono assenti.
Le linee a singolo binario sono un problema, spesso causa di ritardi. Per questo sono necessari interventi strutturali ben più sostanziosi, ma che una realtà come Milano merita.
L’igiene delle carrozze lascia a desiderare. Pensare che nel 2008 si viaggia con lo stesso tenore degli anni 50 fa pensare. Chiediamo una seria revisione dei contratti di pulizia del materiale, con vincoli più stringenti per i contraenti. Avere del materiale più in ordine è un investimento che paga: viaggio più volentieri, il materiale dura di più, se è pulito non sporco (banale conoscenza dell’essere umano).
Ma molto di tutto ciò è stato già scritto sui giornali, molto altro è stato descritto da altri comitati di pendolari quindi arriviamo al dunque:

Che cosa non va:

1) treni in ritardo e frequenti soppressioni (interruzione di pubblico servizio)
2) assoluta mancanza di informazioni da parte di TRENITALIA nei casi di cui al punto 1
3) frequenti guasti dovuti all’assoluta mancanza di manutenzione delle infrastrutture e dei treni.
4) treni e linee obsolete
5) assoluta mancanza di pulizia
6) mancanza di una qualsiasi forma di risarcimento del danno subito dai pendolari anche solo per il tempo perso (se non affrontando spese e tempi non compatibili con tenore e tempi di vita dei pendolari).

Che cosa vogliamo:

1) se non è possibile avere treni nuovi o il raddoppio dei binari che almeno venga effettuata, da imprese “serie”, la manutenzione periodica degli impianti, delle infrastrutture e dei treni
2) che TRENITALIA e RFI si impegnino a fornire informazioni tempestive, puntuali e dettagliate in caso di ritardo e/o soppressione.
3) che venga davvero fatta la pulizia dei treni
4) che sia rispristinato un meccanismo automatico di risarcimento dei danni ai pendolari dovuti a ritardi e soppressioni.
5) che il diritto alla mobilità venga garantito.

Rimaniamo a vostra disposizione per maggiori chiarimenti e/o per discutere “fattivamente” di quanto sopra. Ci riserviamo in ogni caso qualsiasi azione nelle sedi che riterremo più opportune. Anche in relazione a quest’ultimo punto auspichiamo che il Governo riveda la sua recente posizione di “cancellare” l’entrata in vigore della c.d. class action.

Per comunicazioni: binariomorto@polisoft.it

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7 risposte a “16/07/2008 L’odissea dei pendolari

  1. Oggi la notizia è stata ripresa dall’Eco di Bergamo, da DNEWS e da Leggo.

  2. www. quellideltreno . com

    il sito del comitato pendolari bergamaschi

  3. http://www.quellideltreno.com

    è il sito del comitato pendolari bergamaschi

    cpb

  4. L’iniziativa è buona, scuotere gli utenti per tutelare i propri diritti può servire. Ma vi siete chiesti perchè si è arrivati a questa situazione di degrado e abbandono della cosa pubblica…io credo perchè così facendo si arriva alla “cosa privata”, magari regalando infrastrutture ai soliti noti. E’ di questi giorni l’annuncio dell’entrata in servizio a breve di treni per l’alta velocità (e alti costi dei biglietti)di società private. A chi interessa un convoglio di pendolari che pagano poco e pretendono servizi minimi? Forse l’azione da intraprendere deve essere più mirata è più politica, deve essere coinvolta in prima persona l’amministrazione dei territori interessati. Gli eletti alla gestione della cosa pubblica devono garantire gli aspetti di pubblica utilità, è solo coinvolgendo personalmente questi amministratori, investendoli direttamente del problema che forse si smuoverà qualcosa.

  5. Iniziativa da 10 e Lode. Complimenti

  6. pendolare dietro la collina,
    ci sta uno sciopero là in banchina…
    e io aspetto seduto sulla panchina
    la signora accanto ha pure l’angina
    c’ha ottant’anni e cinque figli
    visto il ritardo preparan gigli…
    davanti al treno fermi impalati
    e non ancora partiti…

    (scusate le licenze poetiche…)

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