25/02/2009 – Liberalizzazioni di Bersani: il governo le sta cancellando nel silenzio generale

bersaniLA CONTRORIFORMA SULLE LIBERALIZZAZIONI

Punto per punto i tentativi di azzeramento dei Pacchetti Bersani

  • Class action: rinviata per ben due volte l’entrata in vigore originariamente prevista per il 1 luglio 2008. Il Governo ha depositato al Senato un emendamento per modificare la normativa che svuota la potenzialità di questo strumento di tutela collettiva ed esclude poi l’applicazione per i contenziosi pregressi;
  • Medicinali da banco: la liberalizzazione ha fatto nascere un canale alternativo alle farmacie che oggi conta circa 2750 nuovi punti di vendita (l’80% sono piccoli esercizi c.d. parafarmacie) ed ha assicurato uno sbocco occupazionale a migliaia di laureati in farmacia. Il ddl Gasparri Tomassini n° 863 ripristina di fatto il monopolio delle farmacie tradizionali, prevedendo la riduzione del numero di farmaci da banco vendibili nelle parafarmacie, l’eliminazione dell’obbligo di presenza di un farmacista nei punti di vendita alternativi alle farmacie. Se approvato, il DDL metterebbe a rischio di chiusura le parafarmacie;
  • Portabilità mutui: le due iniziative del Ministro Tremonti hanno di fatto ottenuto solo l’obiettivo di depotenziare la spinta concorrenziale della norma sulla portabilità gratuita dei mutui. Infatti, sia l’accordo con ABI sulla rinegoziazione dei tassi, sia la recente norma sul tetto agli interessi solo per i mutui variabili non solo non hanno portato benefici concreti ai consumatori (se non addirittura penalizzato coloro che sono stati spinti a sottoscrivere dalle banche i mutui a tasso fisso) ma hanno fatto sparire la competizione tra le banche nel promuovere offerte migliori per conquistare nuovi clienti. Infatti nel 2008 hanno ottenuto un risparmio effettivo soltanto i pochi fortunati che sono riusciti a trasferire il mutuo ad un’altra banca e i molti clienti che hanno ottenuto condizioni migliori dalla propria banca (25% dei mutui sono stati rinegoziazioni di mutui preesistenti) grazie al fatto che la legge Bersani aveva reso contendibili i titolari dei mutui.
  • · Assicurazioni:
    • Preventivatore unico on line: il rivoluzionario sistema informativo per consentire agli utenti di comparare e di scegliere i preventivi RCAuto più convenienti doveva partire un anno fa. Ma l’ANIA ha frapposto talmente tanti problemi attuativi all’ISVAP da ritardare di molto l’avvio operativo più volte annunciato ma ancora non definito. Il Ministero non è intervenuto per sollecitare l’operatività del sistema.
    • Agenti plurimandatari: la norma che ha vietato l’obbligatorietà dei mandati esclusivi è stata sempre osteggiata dall’ANIA e soprattutto dal più grande gruppo assicurativo italiano (il loro ricorso presentato alla Commissione europea è stato rigettato). La liberalizzazione verrebbe ora azzerata qualora venisse approvato l’emendamento presentato dal presidente della X Commissione del Senato al DDL governativo sullo sviluppo economico (A.S. n.1195).
    • Disdetta Polizze decennali: con un altro emendamento presentato sempre dal Sen. Cursi, si vanificherebbe poi la possibilità offerta dalla legge del 2007 ai titolari di vecchie ed onerose polizze decennali (ramo danni) di cambiare compagnia e di recedere gratuitamente dal contratto. L’emendamento intende portare a 5 anni il periodo di vigenza del contratto stipulato prima del 2007 (anziché i 3 previsti dalla legge Bersani) per avere la facoltà di recedere.
    • Risarcimento diretto: non si è saputo più nulla degli effetti positivi sui bilanci delle imprese (e per ora senza riduzioni delle tariffe rc-auto) dei circa 5 milioni di pratiche di sinistri gestiti con il meccanismo del risarcimento diretto dal febbraio 2007 ad oggi. Il Governo si è preoccupato solo di fare subito le modifiche richieste dall’ANIA ai parametri di rimborso per i sinistri riguardanti le moto, giustificando così a posteriori il comportamento di quelle compagnie che hanno praticato tra il 2007 e il 2008 aumenti delle tariffe delle polizze moto fino al 70%.
  • Libere professioni (avvocati): forti pressioni da parte di alcune associazioni di professionisti per azzerare le norme su pubblicità, tariffe e società tra professionisti.
  • Servizi pubblici locali: non se ne parla più e si attende ancora il varo del regolamento attuativo. Doveva essere secondo il programma elettorale di Berlusconi l’unica vera liberalizzazione da fare. Le norme contenute nella manovra estiva si sono rivelate un flop. Più che di liberalizzazione si tratta del mantenimento dello status quo tanto che Confindustria ha sostenuto che tale riforma è peggiorativa rispetto al DDL del Governo Prodi.
  • Authority: inoltre, segnaliamo il reiterato tentativo di ricondurre sotto il controllo del Governo alcune competenze dell’Authority per l’Energia; la sottrazione di poteri all’Antitrust, in particolare sulla vicenda Alitalia; la soppressione di istituti di controllo come il Commissario Anticontraffazione e il Commissario Antiracket.
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Una risposta a “25/02/2009 – Liberalizzazioni di Bersani: il governo le sta cancellando nel silenzio generale

  1. Purtroppo la stampa italiana che sparava a zero sul governo Prodi e chiedeva sempre più privatizzazioni, oggi stà zitta. O meglio spara sul PD che è l’unico che tenta di porre l’attenzione su queste questioni. Come si vede prevale la logica delle associazioni ( farmacisti, professionisti, banche, giornalisti ecc. che cercano di proteggere il loro feudo a scapito deio consumatori.

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