07/03/2009 – Terzo Forum dei Circoli Pd della Lombardia

assembleaQuesta mattina (Sabato 7 n.d.r.) dalle ore 10 alle ore 13 si è tenuto a Milano il Terzo Forum dei Circoli del Partito Democratico Lombardo.

E’ stato un incontro interessante e molto partecipato.

Il Segretario Regionale (nonché componente della nuova segreteria nazionale) Maurizio Martina ha introdotto brevemente puntando l’attenzione sulle prossime scadenze elettorali, le Europee ma soprattutto le Amministrative che ci vedranno impegnati a contrapporci al fronte Lega/Pdl. Ha sottolineato come sia necessario il massimo impegno da parte di tutto il partito e di tutti i circoli  per mantenere le amministrazioni attuali e cercare di conquistarne altre, posponendo la discussione interna a dopo le elezioni, per arrivare al congresso con un vero e ampio dibattito sui temi identitari del partito.

Secondo Martina dobbiamo puntare sui temi della crisi, con una presenza dei nostri circoli territoriali sui luoghi  di lavoro, per discuterne con i lavoratori, gli artigiani ed i piccoli imprenditori, facendo conoscere le proposte del nostro partito.

Sono quindi intervenuti una quindicina di coordinatori dei circoli lombardi, quasi tutti  giovani sotto i trent’anni, portando le esperienze e le realtà dei propri circoli. Riassumendo le tematiche erano essenzialmente due:

  1. le azioni specifiche sul proprio territorio, il rapporto con le amministrazioni comunali (sottolineata l’importanza di corsi formativi per amministratori ),  ecc.;
  2. il dibattito sul partito, sulle candidature , sulla formazione di nuovi dirigenti, ecc.

Tra gli altri è intervenuta la nuova Segretaria Regionale dei Giovani Democratici, la “nostra” Silvia Gadda (Bergamo ha espresso entrambi i dirigenti regionali) che tra le altre riflessioni ha sottolineato l’importanza di una saldatura intergenerazionale (benissimo largo ai giovani ma devono essere loro trasmesse le esperienze di chi ha decenni di politica attiva, soprattutto nelle amministrazioni).

Piero Fassino ha portato un breve contributo di riflessione sul tema della crisi che abbiamo vissuto con la sconfitta in Sardegna e le dimissioni di Veltroni. Molti (soprattutto fuori dal PD) si sono posti la domanda se il progetto fosse ancora valido. Fassino ha ricordato alcune delle motivazioni che hanno portato alla nascita del PD: necessità di un movimento riformista in Italia, anche come contributo al riformismo europeo, necessità di un cambiamento del sistema polito italiano troppo frammentato, avvio di una partecipazione in forma maggiormente democratica (primarie), ecc.. Le ragioni stanno ancora tutte lì,  la scelta è giusta anche se dobbiamo interrogarci sul perché incontra tutte queste difficoltà. Dobbiamo anche essere consapevoli di chi comunque siamo (stati?) : uno tra i 5 partiti europei del fronte progressista che raccolgono il  30% dei voti; il secondo partito dopo quello spagnolo.

Ha concluso Migliavacca, responsabile organizzativo nazionale, che ha sostenuto  essenzialmente tre “parole d’ordine” che il PD deve da ora in poi avere:

  1. la visibilità delle proposte; ha portato l’esempio del gesto simbolico del giuramento di Franceschini sulla nostra Costituzione e la proposta del contributo mensile ai nuovi disoccupati (spesso facciamo studi bellissimi e proposte altrettanto interessanti ma non sappiamo renderle visibili all’esterno);
  2. coesione e responsabilità del gruppo dirigente, responsabilità verso il partito ma anche verso il nostro Paese (un forte partito democratico è importante per la democrazia in Italia);
  3. territori, occorre ripartire dai territori (importante l’assemblea nazionale dei coordinatori dei circoli programmata a Roma per il 21/03, fortemente voluta da Martina e Migliavacca), perché i circoli possono contribuire a ricostruire una nuova classe dirigente, perché il circolo può essere elemento di coesione ed integrazione sociale in un momento come questo di crisi, in cui emerge l’insufficienza di una risposta individualistica alla crisi e la richiesta di nuove forme di risposte comunitarie e solidali. Ripartire dai territori per pensare anche ad una forma di partito a base federale che possa anch’esso contribuire  a meccanismi di selezione e formazione dei gruppi dirigenti e a costruire una relazione più efficace  tra i due livelli degli iscritti e dell’area degli elettori.

Migliavacca ha sostenuto che dalla Lombardia deve partire un’azione del partito che metta al centro della campagna elettorale:

  1. il valore del lavoro non solo come risposta ai bisogni materiali, ma come elemento di identità sociale delle persone;
  2. la modernizzazione dello stato e della pubblica amministrazione attraverso un modello di federalismo  solidale e responsabile che può diventare un modo per ricostruire l’unità del paese.

Sulle elezioni ha  sottolineato inoltre che partiamo comunque dalla punta più alta  del risultato nelle amministrative del 2004/2005 e quindi la partita è difficile: dobbiamo puntare ad ottenere una battuta d’arresto alla crescita a cui mira Berlusconi.

In conclusione è stato presentato il nuovo sito internet del PD LOMBARDIA che partirà lunedì prossimo; la mia impressione è stata molto positiva, tra l’altro i coordinatori di circolo saranno forniti di una password per l’accredito diretto.

Giusi

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