09/05/2009 – Maurizio Martina, “Il fallimento del governo al Nord è totale: sicurezza, malpensa ed immigrazione”.

Maurizio MartinaPd Info n. 22 – 8 maggio 2009
Cari Circoli,
siamo in campagna elettorale, e abbiamo molte cose da dire. A poco più di un mese dal voto sono decine gli argomenti su cui è importante insistere e attorno ai quali possiamo organizzare la nostra comunicazione politica, anche quella minuta del porta a porta e delle centinaia di gazebo, banchetti, tavoli che state organizzando in questi giorni e per le prossime settimane.

Sono argomenti che toccano da vicino il nord, la Lombardia, noi tutti. Potremmo ad esempio chiedere conto alla destra che è al governo, alla Lega, della molta propaganda totalmente priva di sostanza che hanno prodotto negli ultimi dodici mesi, da che sono alla guida del Paese.

Potremmo chiedere loro conto di Malpensa che in un solo anno – dopo la “svolta” di Berlusconi e soci – ha perso quasi cinque milioni di passeggeri passando da poco meno di 24 milioni nel 2007 ai 19 milioni del 2008. Ma non dovevano fare a Malpensa il Consiglio dei Ministri? In un aeroporto che era ottavo in Europa e che in un anno è uscito dalla top ten? O potremmo chiedere conto alla destra e alla Lega di Alitalia, le cui cifre sono da disastro (la fonte di tutti questi numeri è un’inchiesta de La Stampa di pochi giorni fa, non veline di partito) con un crollo dell’83% dei voli settimanali che passano da 1.237 nel 2007 a 187 nel 2008, cifre da far tremare le vene ai polsi che contribuiscono in modo consistente alla perdita da parte di Malpensa del 25% dei suoi voli settimanali.

Ma sono tanti gli ambiti su cui il governo dovrebbe raccontarcela giusta: potremmo chiedere conto della sicurezza dato che nella sola Milano i casi di violenza sono stati ben 23 in soli quattro mesi con la Lega e il Pdl che tentano disperatamente di nascondere la povertà di mezzi in cui hanno lasciato le forze dell’ordine, cui mancano persino la benzina per le pattuglie e i fondi per gli straordinari degli agenti.

C’è un nord tradito da questo governo di soli annunci e propaganda. Un nord che non dovrebbe stare a guardare mentre tanti piccoli segnali danno l’idea dell’ampiezza e della profondità del pantano in cui l’Italia intera si trova invischiata: che dicono i leghisti degli sbarchi di clandestini, raddoppiati nel 2009 rispetto al 2008? Che non è vero? Eppure è il Ministero dell’Interno a fornire questi dati, e il Ministro è il leghista Maroni! E che diranno dei fondi per l’Abruzzo, che il decreto ricostruzione spalma su 23 anni favoleggiando di risorse recuperate dalla “indizione di nuove lotterie” e di “scommesse”? Viene da chiedere come giustificheranno questa speculazione mediatica sulla pelle di persone cui raccontano di aver stanziato 150mila Euro per la ricostruzione di ogni casa distrutta, una cifra che non solo nel decreto semplicemente non c’è ma che addirittura sarà in realtà di un terzo, perché non lo raccontano che 50mila Euro dovranno venire da crediti d’imposta (ovvero da somme da versare in futuro) né che altri 50mila sono previsti per mutui agevolati, quindi da ripagare: ecco perché gli addetti ai lavori lo hanno ribattezzato “decreto abracadabra”, perché ci vuole Mandrake per dipanarlo.

E nel frattempo? Nel frattempo dobbiamo sorbirci provocazioni gratuite come quelle del leghista Salvini che vorrebbe carrozze della metro riservate ai milanesi, in una imitazione tragicomica dell’apartheid dell’America anni ’50 o del Sudafrica di trent’anni fa, roba che sarebbe ridicola se non fosse grottesca. Tutto ciò mentre  i “soliti” problemi sono diventati ordinaria amministrazione e sono finiti fuori dai sommari dei telegiornali. Il precariato? Il vero problema secondo il Ministro Brunetta non è che ci siano i precari ma che su di essi si girino film e si scrivano libri (che sarebbe un po’ come sostenere che il problema non è la Camorra ma Saviano, per dire). Nel frattempo Dell’Utri non ci fa mancare la sua riflessione su che brava persona fosse Mussolini, quello che aveva bisogno di “qualche migliaio di morti” pur di sedersi al tavolo della pace, che detto pochi giorni dopo il 25 aprile suona ancora più surreale. Nel frattempo la crisi continua a mordere, i posti di lavoro a calare, la sicurezza a essere solo uno slogan.
E tacciamo sul resto delle cronache settimanali dal pianeta Pdl, perché siamo signori.

Nel frattempo, insomma, occorre che ci siamo noi, noi tutti. Occorre che ci diciamo quello che abbiamo fatto, quello che stiamo per fare, che ci teniamo in contatto. Occorre che usiamo tutti gli strumenti a nostra disposizione a cominciare dal nostro http://www.pdlombardia.it ma non solo: occorre che diciamo tutte queste cose tra noi e fuori dai nostri gruppi. Occorre che facciamo campagna elettorale, come abbiamo sempre fatto non solo per denunciare ma anche e soprattutto per proporre, perché siamo un partito grande, serio e concreto. Occorre, in una parola, che facciamo le campagna elettorali come le sappiamo fare, con costanza e passione.

Occorre che il Pd dia prova di ciò che può essere, di ciò che sarà, di ciò che già adesso è. Buon lavoro a tutti!
Con amicizia,
Maurizio Martina
Segretario regionale Pd Lombardia
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