01/03/2012 – Il Manifesto di Parigi: incontro a Bergamo

LUNEDI’ 26 MARZO
Partecipano:
Antonio PANZERI – eurodeputato
Pia LOCATELLI – presidente Internazionale socialista donne

Intervengono:
… Maurizio MARTINA – segretario Pd Lombardia
Santo CONSONNI – segretario Psi Lombardia

Introduce:
Matteo ROSSI – segreteria regionale Pd

Organizzano Pd Lombardia e Psi Lombardia in collaborazione con il gruppo dell’Alleanza Progressisti e Democratici al Parlamento Europeo

Bersani, Hollande e Gabriel firmeranno il 17 marzo il “manifesto di Parigi”. Alla base della piattaforma programmatica comune «crescita, solidarietà e democrazia». Sfida all’asse conservatore Merkel-Sarkozy, che sta gettando l’Europa nel baratro.L’iniziativa è di fatto senza precedenti. Francia, Italia e Germania andranno al voto nei prossimi diciotto mesi e le forze di centrosinistra non solo hanno deciso di sottoscrivere un patto pubblico, ma si candidano a governare sulla base di una piattaforma programmatica centrata sulla dimensione comunitaria, e non solo su politiche nazionali.

CRESCITA, SOLIDARIETÀ, DEMOCRAZIA

Parole chiave del testo sono «crescita», «solidarietà» e «democrazia». Si insiste molto sulla necessità di un rilancio dell’integrazione europea e di dare un nuovo corso alle politiche comunitarie, si prospetta una linea più attenta alla coesione sociale di quella perseguita finora e una precisa regolazione dei mercati finanziari, si riconosce il valore del «rigore» ma si sottolinea che i veri fattori indispensabile per una «rinascita» dei Paesi membri e dell`Unione tutta sono lo sviluppo e l`aumento dell`occupazione. Questo «manifesto di Parigi» è ancora in fase di lavorazione, ma dopo una riunione che si è svolta a Bruxelles il 10 febbraio è stata messa a punto una bozza di quattro pagine che può considerarsi quasi definitiva, salvo poche limature. Comunque, il via libera verrà da un nuovo incontro che si terrà nella capitale francese ai primi di marzo. Del gruppo di lavoro fanno parte politici e studiosi di Fondazioni legate a Pd, Spd e Ps – Italianieuropei per l’Italia (nelle persone di Paolo Guerrieri e dell’eurodeputato Roberto Gualtieri) la tedesca Friedrich Ebert e la francese Jean Jaurès più la Fondazione per gli studi progressisti europei (Feps).

Massimo D`Alema, che della Feps è presidente, ha partecipato all’elaborazione del progetto e poi ha seguito tutti i lavori preparatori. Si tratta di un evento politico, dice, che «può aprire un ciclo diverso in Europa». I motivi sono diversi. Primo, perché i sondaggi danno le forze di centrosinistra in vantaggio sia in Francia che in Italia che in Germania, tre Paesi che insieme contano oltre 200 milioni di abitanti e che sono determinanti per indirizzare in un senso piuttosto che in un altro il futuro dell`Europa. Secondo, perché per la prima volta le forze progressiste, compresi i socialisti francesi che in passato si sono contraddistinti come strenui difensori della dimensione nazionale, ammettono che oggi solo un progetto europeo può dare credibilità a una proposta di governo. E il fatto che il lancio della piattaforma programmatica comune avvenga nel pieno della campagna elettorale di Hollande è un segnale molto importante, anch’esso inedito. «Che ci si candidi a tornare a governare non solo con un progetto nazionale ma sulla base di una proposta di respiro europeo è una novità di grande rilievo», è il ragionamento di D’Alema. Sarà lui il 17 marzo ad aprire la manifestazione che si concluderà con la firma di Bersani, Hollande, Gabriel, di Rupo e del segretario del Partito socialista francese Martine Aubry in calce al «manifesto di Parigi». Nella capitale francese interverranno anche il neopresidente del Parlamento europeo Martin Schulz e personalità storiche dell’europeismo.

SFIDA ALL’ASSE MERKEL-SARKOZY

È chiaro che l’operazione è anche una sfida lanciata all’asse Merkel-Sarkozy, perché il «manifesto di Parigi» propone un’impostazione della politica economica europea alternativa a quella sostenuta soprattutto dalla Cancelliera tedesca e perché la stessa Angela Merkel all`inizio del mese si è schierata apertamente a sostegno del presidente francese in carica: «Apparteniamo alla stessa fami- glia politica».

È anche chiaro che l`iniziativa di metà marzo ha lo scopo, nel breve termine, di lanciare la volata a Hollande per la conquista dell`Eliseo. E che, ragionando in una prospettiva appena più lunga, non sarà indifferente per Italia e Germania l’esito delle presidenziali francesi. Una vittoria delle forze progressiste d’Oltralpe può aiutare quelli della stessa «famiglia politica», per dirla con Merkel, che vanno al voto ad aprile (noi) e settembre (tedeschi) del prossimo anno.

Ne hanno discusso Hollande e Bersani, quando il candidato alle presidenziali francesi è venuto a Roma, a metà dicembre. E, prima ancora, Bersani aveva già convenuto con Gabriel e con i vertici della Spd sull`opportunità di una piattaforma programmatica comune, di chiaro segno europeista. Il segretario del Pd spera ovviamente che l’iniziativa aiuti ad accantonare la polemica interna, centrata sul dualismo tra identità socialista e identità democratica. Una polemica che Bersani considera inutile perché l`impronta democratica del Pd non contrasta affatto con l’alleanza tra le forze progressiste europee

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